venerdì 24 luglio 2015

Come vi smonto il complottismo.

L'essere umano è l'animale intelligente per eccellenza. Osserva, sperimenta ed impara. Egli ragiona e grazie a deduzioni logiche giunge a delle ben precise soluzioni. Ma se elogiamo una intera specie dobbiamo anche ammettere che qualche individuo, e talvolta parte della popolazione, non rispetti questa descrizione.
E' il classico caso dei complottisti. Sapete come nasce un complottismo? Quando un avvenimento risulta poco chiaro, quando qualche piccolezza sfugge, quando l'ignoranza scorre beante nei meandri della mente, è lì che nasce il complottismo.
Tendenzialmente, per quanto intelligente può essere l'uomo (inteso come specie e non come sesso), è un animale credulone. Secondo alcune stime, talvolta personali, talvolta mediatiche, il complotto nasce sempre da qualcuno che si autoconvince di una verità al limite dell'assurdo cercando di instillare nei pensieri della gente una nuova realtà. La paura, la paranoia preparano il terreno ad accettare il seme del complotto e lì mette le radici, si insidia e cresce, come fosse un'idea, o meglio, una fede.
Il complotto è per il complottista come la fede per il fedele. La differenza è minima. Egli non riesce a spiegarsi la realtà delle cose e trova nella sua idea catastrofica la risposta ai suoi dubbi. Non accetta che la realtà è stracolma di casualità, di entropia, di caos. A volte, non sempre ovviamente, i fatti piuttosto strani avvengono per caso.

Per molti gli aerei rilasciano nell'atmosfera sostanze chimiche sotto forma di scia. Se avessero studiato un po' di fisica si renderebbero conto che le "pericolosissime scie" altro non sono che scie di condensazione dovute al raffreddamento dell'aria.

Alcuni credono che il virus di HIV sia stato creato in laboratorio per controllare la crescita demografica. In realtà il virus HIV deriva da mutazioni del virus SIV legato ad alcune specie di scimmia.

Oggi ho addirittura scoperto che c'è gente che è ancora convinta che la Terra sia piatta. Devo ammettere di essere rimasto senza parole, non riesco ancora ad accettarla una cosa del genere.

Questi sono solo tre piccoli tasselli di un puzzle infinitamente più grande. Quando parliamo con un complottista, il più delle volte parliamo con una persona che sta cercando di convertirci al suo credo. E' un missionario ed utilizzerà tutte le carte a sua disposizione per cercare di convincerci. Inizierà con il raccontarci la sua verità, cercherà di persuaderci per poi iniziare ad inveire, insultare nel caso non sposassimo la sua causa. E' ingiusto metterli a paragone con i fedeli, è molto più opportuno metterli a confronto con gli estremisti ed i fanatici.

Cercare di far cambiare idea ad una persona del genere è inutile, le radici sono fin troppo profonde. Provare a dare delle spiegazioni per confutare la loro tesi è allo stesso tempo futile, la loro idea è giusta ed immortale. Lotteranno fino alla fine pur di difenderla.

L'unica cosa possibile per smontare, seppur con lentezza, questo stupido modo di fare informazione è cercare fonti attendibili e chiedere spiegazioni a qualcuno competente. Se avete dubbi sulle scie, chiedete a qualcuno che conosce la fisica, se volete saperne di più sulla storia delle epidemie chiedete a qualche amico biologo. Imparate a cercare fonti originali e sopratutto scientificamente dimostrate. Non limitatevi a cercare sulla rete a caso.

Con il tempo Internet è diventata un'arma a doppio taglio. Ognuno ha il suo punto di vista e lo pubblicizza affinché una buona parte della popolazione lo sostenga. Spesso ci costruisce sopra anche un piano politico. Diffidate da gente che dice che si può guarire dal cancro con zucchero e bicarbonato e vi posta video su youtube. Non credete alla gente che sui blog scrive che i vaccini hanno scatenato un'epidemia di autismo. Sono tutte (scusate il termine) cazzate.

Per concludere, se volete smontare il complottismo:
1)Non iniziate a farne parte: informatevi, scoprite, chiedete, osservate, ragionate e giungete a conclusioni non affrettate.
2)Non abbiate paura di accettare che talvolta il mondo sia caotico.
3)Non date peso alle parole di questi fanatici, ignorateli. La miglior arma è l'indifferenza.
4)Se siete delle ragazze e un ragazzo vi parla di qualche teoria del complotto, al 70% sta solo cercando di rimorchiare. A voi la scelta: cercare di fargli cambiare discorso oppure prendere il vostro drink e voltarvi dall'altro lato. Ascoltate il mio consiglio: voltatevi.

Il vostro Informatore

giovedì 23 luglio 2015

Quanto conosciamo gli OGM?

Più passano gli anni e più le idee appaiono confuse quando si parla di OGM. Ormai anche un bambino sa che OGM sta per organismo geneticamente modificato. Da qualche decennio è ben risaputo che le tecniche di manipolazione genetica hanno permesso la produzione di questi organismi che presentano un patrimonio genetico leggermente diverso rispetto all'organismo di partenza a seguito di aggiunta, eliminazione o modifica di elementi genici.
Ma ogni singola innovazione tecnologica porta con sé una lista infinita di pro e contro. Inutile dire che il più delle volte le varie convinzioni sono frutto di ignoranza e scarsa informazione. Dopo alcune ricerche ho tirato le somme di quanto ho letto, ricavando i pro e i contro degli OGM. 
Tutto è concentrato su tre punti chiave: salute, economia, territorio.

Salute
Banana arricchita di carotene, utile per la produzione della vit A
Come ogni argomento di importanza mondiale che si rispetti, gli OGM hanno dalla loro degli accaniti fan e degli haters terribili. C'è chi sostiene che questi siano cancerogeni, tossici ed anche dei potenti allergeni, altri sostengono che non ci sono prove di questa fantomatica pericolosità.
Ed è proprio questa la realtà cari lettori, non c'è un solo caso in cui un organismo geneticamente modificato abbia avuto ripercussioni negative sulla salute di un uomo. Carta canta! 
Per quanto riguarda il potenziale allergenico è stato anch'esso superato, in quanto ben si è visto dall'utilizzare nuove proteine (assenti in natura) in quanto è proprio la "novità" che potrebbe scatenare lo shock allergico. In più, grazie a nuovi studi, è possibile anche valutare il potenziale allergenico di una proteina. Signori, problema risolto. Ma questo non basta per il Bel Paese che, a causa di alcuni studi anti-OGM rivelatisi inconsistenti, ha continuato a credere nella malvagità del "cibo di Frankenstein". 
In una scala da 1 a 10, il rischio per la salute: 0
Ups, dimenticavo. Esistono OGM "arricchiti" di molecole potenzialmente salutari per l'organismo umano. Quindi modificherei quello 0 con un bel -5.

Territorio
In un Paese così bello come il nostro, dove il cibo unico rappresenta una fonte di guadagno non indifferente, la paura principale è che si perda la biodiversità delle varie specie. Il rischio tuttavia non appare tanto grave in quanto noi, esseri umani, abbiamo letteralmente rovesciato le leggi di natura a causa della pressante urbanizzazione, E' pur vero che gli OGM potrebbero risultare pericolosi per i piccoli agricoltori ma come sempre questo genere di dati parla in maniera poco chiara. 
Rischio per la biodiversità: 3.

Economia
Benvenuti nel centro nevralgico della discussione. Se gli OGM fanno male, lo fanno a livello delle tasche. Ogni anno gli agricoltori devono riacquistare i semi che costano di più rispetto a quelli normali. L'uso di OGM potrebbe portare ad una diminuzione di varietà e di risorse. Solitamente sono i grandi produttori a poter usufruire delle potenzialità degli OGM ma allo stesso tempo la politica OGM-free porterebbe al tracollo di paesi in via di sviluppo che cercano uno sbocco nel commercio internazionale. Il problema torna in maniera ciclica, si chiama denaro. 

Fragola pesce, simbolo della lotta agli OGM.
Occhio alle bufale.
Quando pensiamo al peperone di Senise, ai vigneti toscani e ai campi di grano ci rifiutiamo di credere che potrebbero essere modificati. Tuttavia, se non fosse per l'ingegneria genetica, tutto questo non esisterebbe ancora. Penso sia errato remare contro gli OGM, semplicemente perchè non abbiamo nulla di cui aver paura e nulla da perdere. 
I complottismi esisteranno sempre e potremo distruggerli semplicemente  imparando, oppure scazzottando la gente come ha fatto il famoso astronata Buzz Aldrin, ma questa è un'altra storia.
Il vostro Informatore

venerdì 29 maggio 2015

Le macchine possono imparare dagli errori.

Una scena del film: Io, Robot
E' certo.
Con il passare degli anni la tecnologia ha preso il sopravvento. E' anche vero che se per molti questa è una notizia buona, per altri è realmente demotivante.
I complottisti credono in scenari apocalittici tipo "Terminator" o "Io, Robot" (che ho trovato affascinanti, ma non perdiamoci in chiacchiere), altri credono nella perdita del valore del lavoro. Infatti l'antico detto "Il lavoro nobilita (e spesso mobilita) l'uomo" rischia di perdere il suo significato con l'ingresso nella tecnologia industriale, di macchinari e bracci meccanici che stanno letteralmente mandando a casa operai fatti di ossa, sangue e cartilagine.
Ma se da un lato la macchina prende il posto dell'uomo togliendogli il lavoro, da un altro lato lo facilita, agendo su campi che per un essere umano sono assolutamente inaccessibili.
Un esempio è il caso dei droni che hanno conquistato i social, non solo per fini militari ma anche per semplice divertimento amatoriale di fotografi e curiosi.
Purtroppo si sa, la tecnologia non va avanti per meri fini ludici. Il più delle volte una ricerca scientifica è stata fatta per sopravvivenza oppure per motivi bellici. I droni sono stati creati con l'idea di essere guidati con un computer di bordo in assenza di pilota. Quale comodità per gli eserciti!
Ma non siamo qui per parlare di guerra o prenderne una posizione a riguardo.

Come detto sopra, le macchine hanno facilitato, molto spesso, il lavoro dell'uomo.
Il robot esapode che impara dai suoi errori
Un nuovo progetto è stato realizzato da una università parigina. Stiamo parlando di un robot esapode (per i meno abbienti ai lavori: con sei zampe) utile nelle operazioni ad alto rischio come ricerche nello spazio, in fondo al mare o in caso di calamità naturale. Fin qui nulla di particolare se non fosse che il robottino ben si adatta a possibili malfunzionamenti. Infatti, nel caso della rottura di una o alcune delle zampe con cui esso "deambula", il robot ben si adatta all'ambiente e al suo danno, riformulando i suoi movimenti per essere il più efficiente possibile nonostante il malfunzionamento.
Tutto questo avviene per mezzo per mezzo di un algoritmo intelligente di "trial and error", il comunissimo modus operandi: sbagliando si impara. Infatti, proprio provando e calibrando il movimento, la macchina capisce quale parte del suo meccanismo non funziona e pertanto re-impara a muoversi efficientemente in seguito di alcune previsioni.
Tempo medio della verifica e dell'adattamento? Poco più di un minuto.
Tuttavia questo meccanismo non vale solo per questo simpatico "ragnetto" robotico, ben si adatta anche ai bracci robotici.
La convinzione degli esperti è che questi prototipi potrebbero lavorare benissimo in quelle situazioni disastrose e pericolose in cui l'uomo cerca di non invischiarsi direttamente e pertanto, in caso di danni o errore, possano riadattarsi a tempo di record diminuendo i costi di riparazione o eventualmente evitando il fallimento della missione.
Ebbene, dietro un meccanismo del genere ci sono dietro anni di studio. Quindi, se siete cosi desiderosi di creare un robot o un videogioco, dovete ben sapere che dietro ci sono libroni e nozioni di matematica ed ore di studio sui vari linguaggi di programmazione.
Quindi, quando vi chiedete: "a cosa mi serve la matematica? ", leggete attentamente questo post e rispondetevi da soli.

Fonte: Nature

Il vostro Informatore

lunedì 25 maggio 2015

Le origini dell'Alzheimer sono legate all'incremento dell'intelligenza umana.

Siamo abituati ad approcciarci ogni giorno alle malattie. Sicuramente, uno dei malesseri peggiori della società contemporanea è l'Alzheimer. Non serve dare una definizione, i sintomi bastano per spiegarne la terrificante natura:
-perdita di memoria a breve termine;
-disorientamento;
-depressione;
-incapacità di prendersi cura di se stessi. 
Nonostante si conoscano molto bene i sintomi, non si conoscono ancora le cause di questa patologia. Il 70% dei casi sembra legato alla genetica, ormai diventata protagonista del blog, il restante 30% a ipertensione, depressione, traumi. 
Per la società in cui viviamo, dove la reattività e la memoria sono alla base della crescita personale, l'Alzheimer è sicuramente uno dei disagi neurologici più temuti. Con l'avanzare dei sintomi, le facoltà mentali basilari vengono perse ed una rapidissima degenerazione porta alla morte dopo pochi anni dalla diagnosi. L'intelligenza, la motivazione e l'ambizione nulla possono contro questa demenza invalidante.
Sebbene la causa della malattia sia ancora un grosso punto di domanda, l'origine di certo non lo è più. In un articolo scientifico di questo mese, un team di ricercatori cinesi ha affermato che l'origine del morbo più temuto del momento è certamente legato all'incremento dell'intelligenza umana,
Sembra un controsenso ma non lo è assolutamente.
Secondo questo studio, la selezione naturale ha guidato (tra i 50'000 e i 200'000 anni or sono) i cambiamenti di 6 geni coinvolti nello sviluppo del cervello. Questo ha portato ad un aumento delle connessioni neurali ma non senza risvolti negativi. Infatti si deduce che gli stessi geni siano legati allo sviluppo del morbo. Probabilmente, l'incremento dell'intelligenza ha portato il cervello a scontrarsi con una nuova domanda metabolica.
Il legame Alzheimer/intelligenza spiegherebbe anche il motivo per cui gli uomini sono gli unici colpiti dalla malattia; nemmeno i nostri cugini, gli scimpanzè, ne sono affetti. Questo perché la selezione naturale ha dato all'uomo la possibilità di diventare "l'animale intelligente".

Ad oggi la terapia può semplicemente alleviare i sintomi senza tuttavia debellare la malattia e la prevenzione può ben poco. Tuttavia le regole sono sempre le stesse: una buona attività intellettuale, una vita sana, una dieta equilibrata e delle giuste abitudini sembrano essere degli ottimi alleati contro la malattia di Alzheimer e non solo.
Quando Steve Jobs recitò la frase "Stay hungry, stay foolish!" sicuramente non si riferiva ai malati di Alzheimer. Tuttavia è una frase che possiamo riproporre a coloro che fanno ricerca, al fine di essere curiosi senza farsi mettere i bastoni tra le ruote da parte delle gente colma di pregiudizi, e soprattutto a voi lettori affinchè continuiate ad usare il cervello e tenerlo ben attivo.
Non vi costa niente. Informatevi, scoprite, documentatevi. E farlo da questo piccolo supporto, sicuramente, è un buon inizio.
Il vostro Informatore

lunedì 18 maggio 2015

Giornata mondiale contro l'omofobia.

Con un giorno di ritardo, arriva un post che molto probabilmente, nessuno si aspettava. Pensiamo alla scienza come qualcosa di razionale e schematico. In realtà ogni singola branca di questa disciplina è fondamentale per la vita di ogni individuo e, come per ogni argomento legato alla vita, ci si può fare psicologia ed eventualmente anche filosofia.
Ieri, il 17 maggio, è stata celebrata la giornata mondiale contro l'omofobia. Ovviamente non celebreremo l'evento con questo articolo ma partiremo dalla data per poter chiarire alcuni dubbi sulla questione.
Nel non troppo lontano 17 maggio 1985, l'omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali. Strano ma vero, prima era considerata al pari di psicosi, nevrosi, follia. C'è gente che ancora non ha accettato questa decisione, gente che odia il "diverso" che poi tanto differente non è: gli omofobi. Scusate la digressione ma penso che siano queste le persone realmente malate.

Rappresentazione 3D del cromosoma X
Tuttavia, vecchi e recenti studi hanno cercato di dimostrare un possibile legame tra la biologia e l'omosessualità. Non vi descriverò di certo tutte le teorie di differenziazione dell'orientamento sessuale, d'altro canto focalizzerò il discorso a livello di geni e cromosomi. Alcuni studi scientifici pubblicati sulla rivista Psychological Medicine, evidenzierebbero la presenza di "possibili" regioni di DNA correlate all'omosessualità. Infatti, studiando il genoma di diversi individui gay è stata trovata una somiglianza in molti di essi a livello del braccio lungo del cromosoma X. Questo potrebbe far pensare alla presenza di un possibile gene che controlli l'omosessualità. Invece la soglia di significatività non è stata assolutamente superata e non c'è modo di dire che esista tale gene.

L'idea di fondo di molti studiosi era proprio quella di trovare questo gene e permettere ai genitori di scoprire prima della nascita del loro figlio, di conoscere il suo orientamento sessuale ed eventualmente cambiarlo.
Scusate il termine ma... CAZZATA.
Come è stato detto nel 1985 l'omosessualità non è una malattia, pertanto anche solo pensare una cosa del genere dovrebbe essere considerato semplice pregiudizio, un crimine contro l'umanità.

Leoni maschi (solo i maschi hanno le criniere) in un momento
di tenerezza.
Abbiamo vissuto millenni entrando in comunione con la natura e con gli animali. Da quando una istituzione chiamata Chiesa ed uno strumento chiamato Denaro hanno fatto il loro ingresso nelle pagine della storia abbiamo dimenticato le nostre origini. Abbiamo dimenticato di essere noi stessi animali. Se guardassimo con più attenzione l'atteggiamento della natura nei confronti della sessualità  ci renderemmo conto che i casi di omosessualità ed ermafroditismo non sono di certo rari. Abbiamo dimenticato la legge di natura.

Chiudo evitando le solite frasi da nerd. Non vi dirò che l'amore è una cascata di reazioni chimiche. Non vi dirò che l'amore è giusto in un modo o sbagliato in un altro.
L'amore non è giusto o sbagliato. L'amore, in ogni caso, è sano. Un uomo che ama una donna è perfetto. Un uomo che ama un uomo è perfetto. Una donna che ama una donna è perfetto.
Pertanto lancio un appello a tutti gli uomini e le donne del mondo: amate chi vi fa sentire amato, allontanatevi dagli stolti ed accettate il mondo per la sua varietà che i diversi non esistono.

"Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Non sei spaventato. Sei uno stronzo!"
(Morgan Freeman)

Il vostro Informatore

lunedì 11 maggio 2015

Lo smartphone diventa un microscopio

Uno smartphone utilizzato come microscopio
Uno dei traguardi di ogni scienziato in erba è sicuramente il primo microscopio ottico. Non c'è studente che non vede l'ora di entrare in laboratorio e mettere mani su tutti gli strumenti del mestiere. 
Apro una piccola parentesi personale prima di iniziare ad informarvi. Non sono di certo l'unico miope della cerchia, sicuramente molti di voi lettori avranno a che fare con quei fastidiosissimi occhiali, ma trovo fantastico come sia possibile, nonostante questo disagio, osservare nel dettaglio il nucleo delle cellule, le ali di un insetto o addirittura i cloroplasti di una cellula vegetale. 
Come ogni strumento da laboratorio, il microscopio ha un costo non indifferente. Per un microscopio professionale si parte da un minimo di 100 euro(venduti da diversi siti di commercio elettronico) per poi toccare le cifre vertiginose di un microscopio elettronico.
In paesi in via di sviluppo, fare diagnosi non è certo una delle cose più facili ed investire in strumenti cosi delicati e costosi risulta alquanto difficile. Ma come abbiamo detto nei post precedenti, la ricerca non conosce limiti e gli scienziati hanno sfruttato gli smartphone per visualizzare campioni biologici ed inviare informazioni ad essi correlati.

Esemplare di Loa loa in un occhio umano
Infatti, alcuni bioingegneri dell'Università della California hanno dimostrato come sia possibile diagnosticare la presenza del verme parassita dell'occhio Loa loa in un campione sanguigno.
Il Loa loa è un nematode (un verme cilindrico) comunemente chiamato verme dell'occhio in quanto l'organismo ospite può presentare un esemplare a livello del tessuto oculare. Una precoce diagnosi è fondamentale per rimuovere questo parassita, pertanto analizzare il sangue dell'ospite è d'obbligo in quanto, grazie all'uso del microscopio, si può individuare la presenza di microfilarie. 

La microscopia tramite smartphone non è di certo una recente invenzione ma si è dimostrata futile, in quanto laboratori attrezzati avevano a disposizione tutto il materiale e gli strumenti necessari per il riconoscimento di un microrganismo, Ma nei paesi in via di sviluppo dove è molto difficile gestire un laboratorio, è risultato molto più facile sviluppare una tecnologia alternativa che permettesse una rapida diagnosi osservando direttamente il campione di sangue ed evitando i vari passaggi di preparazione dei vetrini. Questo permette rapide analisi del sangue e tempestive diagnosi in caso di patologie legate ai parassiti come il nematode prima descritto.

Il meccanismo è semplice: il campione di sangue viene raccolto in un contenitore che viene successivamente inserito in un dispositivo in plastica contenente una lente posizionata all'altezza della fotocamera del telefono. Una app registra un video del campione ematico e per mezzo di un algoritmo riconosce la presenza del Loa loa.
Questo è un fantastico traguardo sia per la bioingegneria che le marche produttrici di smartphone. Al giorno d'oggi è sempre più importante che la ricerca entri in contatto con la tecnologia per correre assieme una strada comune. 
I ricercatori si augurano che questo dispositivo guadagni i giusti consensi per potersi affermare anche nei grandi laboratori. Per ora, tuttavia, è giusto che il suo potenziale venga applicato direttamente nei luoghi dove il rischio di parassitismo da parte dei nematodi è molto più elevato.

Supporto per smartphone

Ma se siete interessati ad un microscopio rudimentale, avete uno smartphone e venti euro da investire, vi consiglio di provare a costruire il supporto qui a fianco per poter osservare i cristalli di sale, le ali delle libellule e, se siete fortunati, qualche cellula vegetale.
Per le istruzioni date una occhiata alle fonti qui in basso.







Il vostro Informatore

mercoledì 6 maggio 2015

L'infondata paura dei vaccini

Uno dei primi pianti che ricordo è sicuramente dovuto ad un bruttissimo ago che mi pungeva la pelle e mi iniettava uno strano liquido di cui non conoscevo l'origine. Se dapprima pensavo che quella triste realtà fosse dovuta ad una punizione verso qualche capriccio fatto da piccolo, con il passare del tempo ho scoperto la natura di quel liquido strano e di quella puntura dolorosa a cui saltuariamente ero sottoposto. Mi stavano vaccinando.
Per i lettori informati, definire il vaccino è inutile e scontato. Dato che questo è un blog per tutte le età e tutte le classi di conoscenza, definirò il vaccino come una preparazione volta a indurre la produzione di anticorpi (nell'organismo che lo assume) contro malattie infettive. 
Una manna dal cielo. 
Il vaccino iniziò a diventare una realtà nel 1796, anno in cui Jenner scoprì un rimedio al vaiolo. Egli notò con stupore che le mungitrici, entrando in contatto con le mucche infette per raccoglierne il latte, contraevano una forma più lieve di vaiolo (quello bovino) che le rendeva "resistenti" al vaiolo umano.
Fu così che, iniettando in un ragazzino di 8 anni il siero di una pustola di vaiolo bovina, si ebbe il primo vaccino della storia con relativa immunità alla malattia. 
Il resto è ormai noto. Grazie allo studio sui vaccini, molte malattie che millenni, secoli, decadi fa risultavano fatali, oggi sono molto più lievi se non proprio debellate.
Le malattie influenzali che come ben sappiamo sono determinate da virus, sono molto meno fatali in questo secolo rispetto al secolo scorso. 
Altro traguardo dei vaccini è la diminuzione dei casi di meningite. Questa grave malattia non è scaturita da un singolo microrganismo ma da diversi. E' questa la vittoria del vaccino anti meningite, esso ha debellato un buon numero di casi di meningite, e lo studio è ancora in corso per cercare di debellare diversi microrganismi che ancora la provocano. 
Ma il più grande trofeo della storia del vaccino è la vittoria sul vaiolo, considerato eradicato a livello globale nel 1979. 

La storia rende merito a queste grandi vittorie e ci permette di definire, a seguito di questo brevissimo preambolo, una serie di caratteristiche che un vaccino deve necessariamente avere.
Esso deve essere sicuro, efficace per molto tempo, protettivo, relativamente economico e deve determinare una efficace risposta cellula-mediata.
Ma i vaccini, come i farmaci, possono avere degli effetti collaterali, che, per fortuna, risultano essere molto rari. Senza fare inutili elenchi di reazioni avverse basterà fare l'esempio del vaccino antipolio. Il vaccino antipolio può comunemente provocare reazioni nel sito di iniezione (parliamo di dolore o rossore, in parole povere quisquilie), molto più raramente (1/2,4 milioni di dosi) paralisi associate al vaccino antipolio. 
La sicurezza del vaccino infatti non è legata all'assenza di reazioni avverse, bensì alla bassissima possibilità di subirne. 

In Italia, in Europa, nel mondo, ultimamente, si sta espandendo un sentimento anti-vaccino al di fuori dal comune. In parte, questo sentimento è dovuto allo studio, ormai smentito, di Wakefield sulla possibile correlazione tra il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) e l'autismo. Secondo questo studio, l'articolo, pubblicato nel 1998, scatenò così tanti dubbi che i ricercatori diedero via a diversi studi paralleli che smentirono la "scoperta" di Wakefield che fu poi espulso dall'albo dei medici per aver inventato dati nelle sue ricerche contro l'autismo. 

Nonostante le smentite da parte della comunità scientifica, ancora molti genitori sono riluttanti a vaccinare i loro bambini e pertanto far correre loro rischi ben poco indifferenti. A volte c'è dietro una scarsa informazione, altre ipotesi complottistiche, molto più frequentemente ignoranza. 
Gli studi infatti mostrano che non esistono correlazioni tra vaccino MPR e l'autismo, in quanto la stessa sospensione del vaccino non ha visto un calo dei soggetti autistici, bensì un incremento.  

Un altro esempio è dato dai casi di decesso durante la fine del 2014 a seguito di assunzione di vaccini antinfluenzali. Infatti, a seguito del ritiro dei lotti e vari controlli, è stato notato che non vi erano contaminazioni o errori nella preparazione nel vaccino. Tra le varie complicanze si erano notate diverse reazioni avverse tra cui 20 casi di decesso. 
Nonostante la morte faccia paura a tutti noi, è importante non puntare subito il dito contro un dispositivo che salva milioni di persone ogni anno, ma è fondamentale anche tener conto di come è avvenuta l'assunzione del vaccino, come è stato conservato e soprattutto se sono stati fatti i dovuti controlli sul paziente dopo l'assunzione. Molto più importante è la valutazione di una possibile reazione di ipersensibilità legata esclusivamente alla sfortuna della persona e non al vaccino singolarmente.

D'altro canto, il mio post, stavolta, non intende solamente informare. Stavolta voglio sensibilizzare.
Se siete dei neo-genitori, vaccinate i vostri figli, ve ne saranno grati. Se avete paura di una possibile reazione avversa parlate con il vostro medico di fiducia che deve sempre informato e aggiornato su tutti i tipi di vaccino.
Se invece siete semplicemente dei fanatici che seguono le mode del momento e che si limitano a seguire la massa "perché è giusto così" o perché sono contro la sperimentazione sugli animali, e pertanto pensano che cambi qualcosa boicottando la vaccinazione, vi dico solo che la selezione naturale farà il suo corso.

Il vostro Informatore


mercoledì 29 aprile 2015

IL DNA editing per prevenire malattie mitocondriali

La biologia, nella sua logica, ci mostra ogni giorno qualcosa di fantastico. 
Senza osare troppo e senza nemmeno andare troppo lontano, possiamo osservare come particolari strutture, all'interno della nostra cellula, svolgono le piú disparate funzioni agendo in sintonia.
Queste "strutture" sono gli organelli. Non osserveremo nel dettaglio tutte le strutture organulari ma ne prenderemo in considerazione solo una: il mitocondrio.
Il mitocondrio è un organello che si occupa della respirazione cellulare. Tutti coloro che hanno studiato materie come biochimica, citologia, genetica molecolare, sanno quanto questi organelli siano importanti per la vita.
Essi producono energia per le varie funzioni cellulari e sono pertanto sfruttati nel ciclo di Krebs e nella fosforilazione ossidativa.
In più, esso raccoglie tutti gli stimoli che determinano la morte programmata della cellula anche nota come apoptosi.
Potremmo scrivere un trattato sui mitocondri.
Un'altra particolaritá è che il mitocondrio è dotato di un DNA proprio, il DNA mitocondriale.
Il DNA mitocondriale codifica proteine importanti per la respirazione cellulare, pertanto "produce" da solo, senza l'ausilio del DNA nucleare, molte delle proteine che gli serviranno nello svolgere le sue funzioni.
L'eredità mitocondriale è praticamente materna, in quanto i mitocondri presenti nelle cellule dell'embrione derivano esclusivamente dalla cellula uovo in quanto quelli presenti nello spermatozoo non entrano o vengono prontamente distrutti una volta avvenuta la fecondazione.

A differenza del DNA nucleare, quello mitocondriale è molto più instabile, pertanto rischia di andare incontro a mutazioni molto più facilmente e come ben sappiamo, le mutazioni che si presentano a livello germinale vengono ereditate dalla progenie.
Pertanto una madre con mitocondri danneggiati possono trasmettere la mutazioni ai figli. Tuttavia non diamo sempre la colpa alle cellule uovo, molte mutazioni possono anche essere sporadiche.
Lo studio delle mutazioni, come pur lo studio delle funzioni mitocondriali, è molto complesso e non è certamente questo articolo che risolverà i vostri dubbi sulla mutagenesi.
Tuttavia, se siete interessati, il vostro Informatore di fiducia sarà ben lieto di rispondere ad ogni vostro dubbio o fornirvi il materiale necessario per rispondere alle vostre domande.
Ultimamente il DNA mitocondriale viene anche utilizzato nella filogenetica e anche nell'uso dei campioni biologici come prove all'interno di una scena del crimine.

Oggi sottolineeremo come i mitocondri possono determinare malattie e quali nuove tecniche sono state svelate dai ricercatori per debellarle.

Come abbiamo visto prima, i mitocondri sono fondamentali nella respirazione cellulare, pertanto, una mutazione sulle sequenze codificanti può determinare l'insorgenza di patologie.
Le mutazioni possono essere generalmente a trasmissione materna o sporadiche. Non causano tutte le stesse alterazioni, in quanto presentano una notevole varietà clinica. Tuttavia è comune quasi a tutte l'intolleranza agli sforzi, facile affaticamento
Un simpaticissimo mitocondrio
e accumulo di acido lattico con conseguente accumulo nei tessuti muscolari.

Possono colpire tutti i sistemi e tutti gli apparati determinando patologie diverse. Tra le più importanti troviamo la neuropatia ottica di Leber (LHON), la sindrome di NARP e la sindrome di MILS.
Una utile metodologia sarebbe quella del terzo genitore biologico: un padre, una madre e...un'altra mamma. Infatti, se la madre presenta mitocondri danneggiati, possono essere presi da un'altra donna con mitocondri sani. Pertanto all'ovulo vengono eliminati i mitocondri, mantenuto il nucleo ed aggiunti mitocondri dall'esterno.

I ricercatori, tuttavia, stanno elaborando una metodologia per neutralizzare i mitocondri danneggiati, in quanto, all'interno della cellula possono essere presenti organelli sani o mutati (condizione di eteroplasmia).
Sarebbe possibile, a loro avviso, iniettare all'interno dell'embrione fertilizzato un RNA codificante per una endonucleasi, un enzima che taglia il filamento di DNA all'interno. L'endonucleasi, riconoscendo una specifica mutazione, potrebbe quindi neutralizzare il mitocondrio tagliando il DNA.
L'esperimento è stato condotto su modello murino mostrando una ottima percentuale di riuscita.

Purtroppo lavorare direttamente sugli embrioni umani è considerato illegale in diversi Paesi anche per motivi etici (vedi articolo ....). Bisogna anche considerare la possibilità che l'embrione venga danneggiato o la possibilità che il DNA mitocondriale muti ulteriormente.
Infatti, se su i topi questa tecnica si è dimostrata eccellente ed eccitante, potrebbe rivelarsi pericolosa sugli uomini. Lo studio è in corso e con l'ausilio di nuove tecnologie e possibilità di miglioramento, potrebbe rivelarsi un ottimo sostituto ai tre genitori biologici.
I ricercatori stanno quindi cercano le approvazioni degli istituti di bioetica per poter sperimentare su uova ed embrioni umani scartati nelle cliniche di fertilità per poter successivamente sviluppare linee di cellule staminali.

L'impianto in madri surrogate è ancora molto lontano.

Vi ripeto ancora, la biologia ogni giorno ci mostra qualcosa di fantastico.
Potenzialmente, con ausili di biologia molecolare, è possibile disattivare geni mutati e dare alle future generazioni una certezza di salute nei confronti delle malattie.
Attenzione, dico potenzialmente in quanto c'è bisogno di considerare tutte le problematiche delle tecniche e dei principi etici.

D'altro canto, per ora, possiamo solo accontentarci di svillupare nuove idee e partorire nuove tecniche. Un giorno, forse, potremmo utilizzare per lottare tutti i tipi di malattie.

Fonte: Nature


Il vostro Informatore

sabato 25 aprile 2015

Il primo embrione umano geneticamente modificato

L'uomo trova nella scienza la certezza di una vita migliore. L'uomo osserva, l'uomo sperimenta, l'uomo impara. Il metodo scientifico ha aiutato tutti i grandi uomini a trovare risposte a grandi dilemmi. Tutto quello che è stato scoperto e dimostrato è stato sperimentato sulla pelle dei grandi uomini. Dalla forza di gravità ai vaccini, ogni singola prova ha lasciato un segno tra le pagine della storia.
C'è chi ha sperimentato sulle piante, chi sulla propria pelle, chi sugli animali. Ogni singolo studio ha portato ad un miglioramento. Sì, perchè nella scienza un errore non coincide con la sconfitta, bensì concilia con un punto di partenza per un nuovo esperimento. 
Tuttavia ci sono casi in cui è importante mettere dei paletti. Questi paletti, questi limiti, sono stati ben fissati dalla bioetica. E' sin dai tempi di Kant che viene visto l'essere umano non come mezzo ma come un individuo che deve essere rispettato, fine a se stesso. La bioetica, probabilmente, è quanto di più complesso da spiegare al pubblico. No, non vi sto insultando. E' difficile per me, informatore, in quanto dovrei riassumere in poche righe un argomento che comprende tutte le discipline esistenti.

"da Wikipedia: La bioetica ha carattere interdisciplinare e coinvolge filosofiafilosofia della scienzamedicinabiologiadirittosociologia e biopolitica, nelle diverse visioni morali atee, agnostiche, spirituali e religiose. "

D'altro canto, fare esempi è molto più semplice. Sentiamo spesso parlare di aborto, clonazione, eutanasia. Questi sono argomenti su cui la bioetica si batte intensamente. Solitamente viene da pensare che tutte le discussioni su tali questioni sono incentrate esclusivamente su materie di ordine religioso (in Italia è praticamente così) ma, a mio avviso non è praticamente così. Una vita umana, per quanto piccola o grande che sia, è pur sempre una vita. E' questo l'argomento di fondo della bioetica. La sperimentazione su di una vita umana, modificarne le caratteristiche, cercare di cambiarne il patrimonio genetico per ottenere un essere vivente "perfetto" sono gli elementi contro cui essa si batte. L'informatore, in questo preciso istante della elaborazione, non si schiera. Per il momento, ha il semplice compito di rendervi un servizio, informarvi.
Una originale e fighissima rappresentazione del DNA
La bioetica inizia a svilupparsi nel '53, quando Watson e Crick scoprono la struttura del DNA. Da quel momento in poi, nuove scoperte come la pillola contraccettiva, la clonazione, lo stesso Progetto Genoma Umano, hanno avuto degli "scontri" con la bioetica.
Oggi, tuttavia, vi parlo di come la bioetica sia stata sconvolta da qualcosa di nuovo.

Un gruppo di scienziati cinesi, poco meno di un anno fa, ha MODIFICATO il GENOMA di embrioni UMANI. Vi ho riportato in stampatello le parole chiave dell'articolo.
Utilizzando degli embrioni umani non vitali, essi hanno modificato il gene HBB che provoca la beta-talassemia, una malattia ereditaria dagli esiti anche fatali.
I ricercatori hanno utilizzato una tecnica di editing genetico chiamata CRISPR/Cas9: un complesso enzimatico in grado di agire miratamente sul genoma. Questo altro non fa che "tagliare e incollare" il DNA sostituendolo con un altro frammento
Da un certo punto di vista, la tecnica è geniale. Permette di agire su geni mutati e poterli riportare in una situazione normale, eliminando teoricamente il rischio di malattie genetiche importanti. Tuttavia è rischioso utilizzare una tecnica del genere sugli esseri umani in quanto non si conoscono le conseguenze (più o meno gravi) che possono verificarsi. Durante lo stesso esperimento che abbiamo trattato sopra sono state riscontrate diverse mutazioni in diversi punti del genoma.
Scusate se non ve l'ho detto prima, il genoma è la totalità del materiale genetico di un organismo composto da DNA o RNA.

Giornali scientifici come Science o Nature hanno rifiutato di pubblicare l'articolo redatto dai ricercatori in quanto riportava l'uso di una tecnologia bioeticamente vietata, in più, alcuni tra gli scienziati più importanti a livello globale hanno severamente ammonito questa sperimentazione altamente pericolosa. Perchè?
Perchè la CRISPR/Cas9 è utilizzabile su cellule adulte ma assolutamente rischiosa a livello delle cellule embrionali.
Oocita e spermatozoi

Perchè si possono generare delle mutazioni spontanee ed incontrollate.
Perchè la tecnologia non è ancora pronta per debellare le malattie genetiche.

In molti crederanno che il mondo scientifico, a volte, sia irrazionale. I complottisti darebbero la colpa alle case farmaceutiche, gli ignoranti agli "inutili vivisettori", gli antispecisti preferirebbero la sperimentazione umana,
La scienza non è irrazionale. La sperimentazione umana è pericolosissima, in quanto potrebbe sviluppare problematiche ben più serie di quelle bioetiche, per questo è meglio lavorare prima sulle cavie.
In molti additeranno gli scienziati, li chiameranno macellai. Vi assicuro che essi non gioiscono nell'uccidere topolini ma si guardano felici allo specchio quando, sacrificando quel piccolo animaletto e gli anni più freschi della loro vita, riescono a produrre un farmaco contro una malattia.
Per questo uno ricercatore che si rispetti osserva i vari dati che ha a disposizione portando alla mente tutte le sue conoscenze scientifiche, sperimenta su dispositivi sicuri su cui la tecnica è efficace e soprattutto impara dagli errori per non ripeterli e dalle vittorie per poterle migliorare.

Quindi osservate, sperimentate ed imparate. Sempre.

Fonte: Nature
Il vostro Informatore

mercoledì 22 aprile 2015

Le piante potrebbero non proteggerci dai cambiamenti climatici

Sin da piccoli ci hanno insegnato (senza tuttavia mettere in pratica) che le piante sono i baluardi della salute del pianeta. Siamo cresciuti felici di conoscere la reazione generale della fotosintesi ignorandone l'importanza. Sì, perchè l'uomo, assetato di denaro, spazio e potere, ha deciso di disboscare ettari ed ettari di foreste.
Ma sono solo un informatore e non un critico.
Pertanto iniziamo questo piccolo report con alcune definizioni.
La fotosintesi è quel processo mediante il quale le piante producono sostanze organiche a partire dalla anidride carbonica e dall'acqua metabolica per mezzo della luce solare. Tuttavia come sottoprodotto si produce anche ossigeno, molecola fondamentale per la nostra sopravvivenza presente nell'atmosfera in una percentuale del 21%. Questo è tutto ciò che ci basta per proseguire con il nostro discorso, infatti vi eviterò tutte le spiegazioni biochimiche che mettono paura anche allo studente di chimica più secchione.
Parte dell'anidride carbonica che produciamo è assorbita dalle piante per far avvenire la fotosintesi.
Tiriamo un respiro profondo
Il dilemma si sposta sui nutrienti delle piante, in particolar modo sull'azoto, utile per produrre la clorofilla, e sul fosforo, fondamentale nella costruzione delle proteine. Il problema non sussiste in caso di campi coltivati, in quanto gli agricoltori utilizzano fertilizzanti contenenti questi elementi, bensì in natura, in quanto le piante devono provvedere da sole alla loro nutrizione. Generalmente l'azoto è presente nell'atmosfera sotto forma di N2, tuttavia le piante non riescono a spezzare il legame della molecola e necessitano di batteri presenti nel suolo per poter sfruttare le proprietà dell'azoto. Il fosforo invece è presente nelle rocce o viene trasportato dal vento.
Gli studiosi, per ottenere dei modelli climatici sempre più dettagliati in previsione di un possibile cambiamento climatico hanno osservato che il fabbisogno di azoto e fosforo per la crescita delle piante non è assolutamente abbastanza. Il calo di nutrienti porterebbe ad una espulsione massiva di carbonio entro il 2100 (piuttosto che un assorbimento come era stato predetto in passato) poichè il tasso di respirazione dei microbi presenti nel suolo che esalano CO2 è destinato ad aumentare in un mondo più caldo.

Come abbattere i polmoni del mondo in pochi minuti



In soldoni, il mondo potrebbe diventare più caldo amplificando il riscaldamento indotto dall'uomo piuttosto che rallentarlo.

Ci sono molti dubbi di fondo. Un esempio è la presenza di batteri del suolo che, nutrendosi di piante morte, potrebbero produrre azoto e fosforo da rilasciare nell'ambiente. Nonostante la grande mole di pubblicazioni scientifiche, i ricercatori necessitano di molto più materiale per poter capire come i nutrienti condizionino la crescita delle foreste. 
Abbiamo parlato di se, di ma, di "potrebbe".
Ma tutte queste ipotesi potrebbero sfociare in una terribile realtà provocata solo ed esclusivamente da noi esseri umani. 
Scrivo questo post durante la Giornata della Terra non tanto per associarmi alla massa, ma semplicemente per sensibilizzare qualche persona.Sono uno, sono solo, scrivo un blog neonato. Posso semplicemente convincere qualcuno di voi a cambiare le sue abitudini, Probabilmente non sarà una cicca in meno in terra per salvarci da un possibile cambiamento climatico ma un po' di coscienza comune sarà sicuramente di aiuto per migliorare la nostra situazione.
Ve lo dico con il cuore perchè siamo già con un piede nella fossa e Madre Natura ci sta facendo pagare il conto di tutti i danni che abbiamo fatto.

Fonte: Science

Il vostro Informatore

lunedì 20 aprile 2015

Batteri in abbondanza

Quando sente parlare di batteri, il lettore medio associa il microrganismo a patologie catastrofiche: tetano, tubercolosi, sifilide (per citarne alcuni)...MORTE. Vediamo la morte ovunque e trattiamo con razzismo tutti quanti i batteri presenti nell'ambiente.
Tuttavia pochi lettori sanno cosa sia un microbioma. Il vostro informatore vi dice cosa è: il microbioma è l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali dei microrganismi in un ambiente definito.
PANICO, DISTRUZIONE, MORTE.
Bifidobacterium animalis direttamente dai vostri yogurt
Ma ancora una volta voglio tranquillizzarvi, i batteri non sono tutti patogeni. Basti pensare a tutti i microrganismi presenti nel nostro organismo a livello di intestino, cute, mucose genitali...
Siamo pieni di batteri!
Infatti, se contassimo il numero di cellule microbiche contenute nel nostro organismo, noteremmo con stupore che sono dieci volte di più rispetto alle cellule di cui siamo composti e guarda caso, in situazioni di normalità e benessere, ci aiutano nella vita di tutti i giorni. 
Prendiamo ad esempio la flora batterica intestinale, essa favorisce:
-la digestione e l'assorbimento dei nutrienti;
-previene alcuni disturbi intestinali;
-produce amminoacidi; 
-eccetera.
Ovviamente c'è un'altra faccia della medaglia. Abbiamo visto come alcuni batteri possono essere utili al nostro organismo ma è anche vero che alcuni batteri patogeni possono rivelarsi fatali.
Ma oggi parliamo di batteri buoni.

Gli Yanomami
Una Yanomami

Non tutti gli indigeni americani sono entrati in contatto con la popolazione europea nel periodo dei Conquistadores. E' il caso degli Yanomami, una tribù indigena anonima alla popolazione scientifica fino a qualche anno fa.
Grazie ad alcuni casuali avvistamenti in elicottero sono stati trovati da alcuni ricercatori ed avvicinati da pochissimi esperti e studiosi.
E qui la svolta. Recuperando alcuni campioni orali e fecali di 34 individui della tribù che, sottolineo, è stata isolata dal mondo per ben 11'000 anni, è stato scoperto che, isolando in DNA microbico, la quantità di geni presenti è doppia rispetto a quella di un cittadino statunitense.
"Oddio, sono infetti!" si direbbe il lettore medio.
Ma l'informatore è qui per sfatare questo ulteriore mito.

Microbioma più ampio e resistenza agli antibiotici 
Questa tribù indigena ha vissuto indisturbata per così tanto tempo nella foresta, entrando in contatto con la natura e con tutte le forme di vita, inclusi i batteri. Con la loro alimentazione e con il loro stile di vita sono esposti alla colonizzazione dei più disparati batteri alcuni dei quali li difendono da diverse disfunzioni come calcoli renali. Addirittura!
Altra particolarità: la presenza di geni di resistenza agli antibiotici. La resistenza agli antibiotici, come dice la parola stessa, è data dalla produzione di sostanza che permettono al batterio di sopravvivere ad un farmaco. Tuttavia gli Yanomami non hanno mai assunto farmaci.
Una ipotesi è che i batteri ambientali, che colonizzano l'organismo degli amerindi, sviluppano resistenza ad antibiotici prodotti da altri batteri (sì, anche i batteri producono antibiotici contro altri batteri).

Probabilmente anche i nostri progenitori erano così ricchi di batteri, tuttavia la vita sedentaria, l'alimentazione, l'ABUSO di farmaci altro non ha fatto che uccidere in parte i batteri simbionti del nostro organismo. Questo non ha fatto altro che "peggiorare" la nostra condizione, in quanto siamo più soggetti a malattie croniche.

Ho letto un po' di tempo fa che gli antibiotici sono sempre più inefficaci in quanto i comuni batteri patogeni stanno acquisendo resistenza, pertanto, credo e spero che questa scoperta possa giovare allo studio di nuovi antibiotici.
Tuttavia mi permetterete di aprirvi gli occhi e fare una critica costruttiva sulla nostra società.

Siamo il popolo dei mal di pancia e dei mal di testa, abusiamo di antibiotici per il minimo malessere, ci droghiamo di ibuprofene, ketoprofene, paracetamolo (ho dato farmacologia quest'anno, potrei riportarvi centinaia di altri tipi di farmaci ma non mi pare il caso) per ogni minimo dolore. 
Ci abbuffiamo di junk food e rimaniamo pietrificati di fronte a cibi sani e naturali.
Le malattie cardiovascolari aumentano, i casi di cancro aumentano in maniera esponenziale. 
Vi dico di darci una calmata, smettiamo di mangiare schifezze per poi alleviare i fastidi con i farmaci.
Vi dico di smetterla di prendere antibiotici per ogni stupidaggine perchè un giorno, e forse neanche troppo lontano, basterà una semplice cistite per mettere a rischio la nostra vita.


Il vostro Informatore

Organi stampati

Buongiorno scienzati!
La medicina fa passi da gigante e li fa anche grazie alla tecnologia. Sarebbe più opportuno dire ‘soprattutto’.
Come ben sapete, le stampanti 3D, al giorno d’oggi, hanno raggiunto traguardi eccezionali, dall’edilizia all’uso domestico (sì, ci sono privati che le comprano per stampare i modelli 3D più disparati) ma tra i più interessanti ci sono sicuramente gli usi a fini medici.
Infatti, durante la conferenza “Inside 3D Printing” tenuta a New York pochi giorni fa, sono stati presentati alcuni modelli 3D di organi umani.
Ha destato particolare attenzione un orecchio bionico stampato con la tecnologia 3D.
Esso è stato costruito con idrogel che ha fornito l’impalcatura su cui costruire l’orecchio, nanoparticelle di argento utili per la formazione di una antenna e, successivamente, la crescita di tessuto cartilagineo sull’impalcatura di idrogel.
Ovviamente la scienza non si ferma ad un orecchio. Infatti l’industria degli organi stampati sta facendo passi da gigante per la produzione di ossa, obiettivo che mira a rimpiazzare completamente le protesi in titanio.
La produzione è ovviamente in crescita, si parla del 30% in più rispetto allo scorso anno, ma non sono state ancora sviluppate tecnologie tali da poter produrre “facilmente” organi più complessi come reni e fegato.
Le architetture di questi organi sono molto più complesse rispetto alle ossa e ai padiglioni auricolari ma i ricercatori sperano che un giorno sarà possibile utilizzare le cellule come inchiostro per organi molto più grandi e complessi.


Questo ridurrebbe sensibilmente le liste di attesa per un trapianto di organi, ridurrebbe drasticamente il rischio di rigetto in quanto si andrebbero ad utilizzare le cellule staminali del paziente per poter costruire l’organo o il tessuto di cui esso necessita e soprattutto si taglierebbe un ulteriore traguardo sullo studio delle cellule staminali e della tecnologia cibernetica.


Ormai il dottor Frankenstein è solo un ricordo.

Fonte: Nature
L'orecchio stampato
da Nature


Il vostro Informatore

domenica 19 aprile 2015

Benvenuti!

Buongiorno cari scienziati!
Vi do il benvenuto sul nuovo blog di stampo scientifico che vi terrà informati su ogni scoperta biologica, bioinformatica, chimica, tecnologica… insomma, tutta la roba che piace a voi follower nerdacchioni.
Ma il redattore, un aspirante scienziato dalla mente aperta e dalle mille idee, ha intenzione di scrivere anche per il pubblico meno legato all'ambiente scientifico e intrattenerlo con simpatici esperimenti, tutorial interessanti e qualche trucchetto utile per la vita di tutti i giorni ed eventualmente anche lo studio.

Il messaggio di fondo di questo blog è, come avete capito, intrattenervi ed intrattenermi, informarvi ed informarmi.
Gli ultimi dieci anni di studio mi hanno insegnato che il miglior modo per imparare è insegnare.
Quanti di voi ricordano le redox dopo averle spiegate al vostro compagno di banco?
Quanti di voi hanno imparato perfettamente le funzioni delle citochine dopo averle spiegate al collega disperato prima dell’esame di immunologia?
Sono solo alcuni esempi stupidi per esporvi quello che è il punto di vista di questo blog: imparare insegnando.

Vi espongo brevemente il programma: sette articoli a settimana, uno per giorno. I campi, come avete già letto prima, saranno i più disparati (biologia, chimica, informatica,,,) ma tutti quanti inerenti all'ambito scientifico. Spero di riuscire a conquistare la vostra fiducia, dieci minuti della vostra giornata e soprattutto le vostre visite.

E allora benvenuti…
Aspettate, non vi ho ancora detto il nome.
E’ facile ed intuitivo, siete su “L’Informatore Scientifico”

Il vostro informatore