mercoledì 22 aprile 2015

Le piante potrebbero non proteggerci dai cambiamenti climatici

Sin da piccoli ci hanno insegnato (senza tuttavia mettere in pratica) che le piante sono i baluardi della salute del pianeta. Siamo cresciuti felici di conoscere la reazione generale della fotosintesi ignorandone l'importanza. Sì, perchè l'uomo, assetato di denaro, spazio e potere, ha deciso di disboscare ettari ed ettari di foreste.
Ma sono solo un informatore e non un critico.
Pertanto iniziamo questo piccolo report con alcune definizioni.
La fotosintesi è quel processo mediante il quale le piante producono sostanze organiche a partire dalla anidride carbonica e dall'acqua metabolica per mezzo della luce solare. Tuttavia come sottoprodotto si produce anche ossigeno, molecola fondamentale per la nostra sopravvivenza presente nell'atmosfera in una percentuale del 21%. Questo è tutto ciò che ci basta per proseguire con il nostro discorso, infatti vi eviterò tutte le spiegazioni biochimiche che mettono paura anche allo studente di chimica più secchione.
Parte dell'anidride carbonica che produciamo è assorbita dalle piante per far avvenire la fotosintesi.
Tiriamo un respiro profondo
Il dilemma si sposta sui nutrienti delle piante, in particolar modo sull'azoto, utile per produrre la clorofilla, e sul fosforo, fondamentale nella costruzione delle proteine. Il problema non sussiste in caso di campi coltivati, in quanto gli agricoltori utilizzano fertilizzanti contenenti questi elementi, bensì in natura, in quanto le piante devono provvedere da sole alla loro nutrizione. Generalmente l'azoto è presente nell'atmosfera sotto forma di N2, tuttavia le piante non riescono a spezzare il legame della molecola e necessitano di batteri presenti nel suolo per poter sfruttare le proprietà dell'azoto. Il fosforo invece è presente nelle rocce o viene trasportato dal vento.
Gli studiosi, per ottenere dei modelli climatici sempre più dettagliati in previsione di un possibile cambiamento climatico hanno osservato che il fabbisogno di azoto e fosforo per la crescita delle piante non è assolutamente abbastanza. Il calo di nutrienti porterebbe ad una espulsione massiva di carbonio entro il 2100 (piuttosto che un assorbimento come era stato predetto in passato) poichè il tasso di respirazione dei microbi presenti nel suolo che esalano CO2 è destinato ad aumentare in un mondo più caldo.

Come abbattere i polmoni del mondo in pochi minuti



In soldoni, il mondo potrebbe diventare più caldo amplificando il riscaldamento indotto dall'uomo piuttosto che rallentarlo.

Ci sono molti dubbi di fondo. Un esempio è la presenza di batteri del suolo che, nutrendosi di piante morte, potrebbero produrre azoto e fosforo da rilasciare nell'ambiente. Nonostante la grande mole di pubblicazioni scientifiche, i ricercatori necessitano di molto più materiale per poter capire come i nutrienti condizionino la crescita delle foreste. 
Abbiamo parlato di se, di ma, di "potrebbe".
Ma tutte queste ipotesi potrebbero sfociare in una terribile realtà provocata solo ed esclusivamente da noi esseri umani. 
Scrivo questo post durante la Giornata della Terra non tanto per associarmi alla massa, ma semplicemente per sensibilizzare qualche persona.Sono uno, sono solo, scrivo un blog neonato. Posso semplicemente convincere qualcuno di voi a cambiare le sue abitudini, Probabilmente non sarà una cicca in meno in terra per salvarci da un possibile cambiamento climatico ma un po' di coscienza comune sarà sicuramente di aiuto per migliorare la nostra situazione.
Ve lo dico con il cuore perchè siamo già con un piede nella fossa e Madre Natura ci sta facendo pagare il conto di tutti i danni che abbiamo fatto.

Fonte: Science

Il vostro Informatore

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