lunedì 11 maggio 2015

Lo smartphone diventa un microscopio

Uno smartphone utilizzato come microscopio
Uno dei traguardi di ogni scienziato in erba è sicuramente il primo microscopio ottico. Non c'è studente che non vede l'ora di entrare in laboratorio e mettere mani su tutti gli strumenti del mestiere. 
Apro una piccola parentesi personale prima di iniziare ad informarvi. Non sono di certo l'unico miope della cerchia, sicuramente molti di voi lettori avranno a che fare con quei fastidiosissimi occhiali, ma trovo fantastico come sia possibile, nonostante questo disagio, osservare nel dettaglio il nucleo delle cellule, le ali di un insetto o addirittura i cloroplasti di una cellula vegetale. 
Come ogni strumento da laboratorio, il microscopio ha un costo non indifferente. Per un microscopio professionale si parte da un minimo di 100 euro(venduti da diversi siti di commercio elettronico) per poi toccare le cifre vertiginose di un microscopio elettronico.
In paesi in via di sviluppo, fare diagnosi non è certo una delle cose più facili ed investire in strumenti cosi delicati e costosi risulta alquanto difficile. Ma come abbiamo detto nei post precedenti, la ricerca non conosce limiti e gli scienziati hanno sfruttato gli smartphone per visualizzare campioni biologici ed inviare informazioni ad essi correlati.

Esemplare di Loa loa in un occhio umano
Infatti, alcuni bioingegneri dell'Università della California hanno dimostrato come sia possibile diagnosticare la presenza del verme parassita dell'occhio Loa loa in un campione sanguigno.
Il Loa loa è un nematode (un verme cilindrico) comunemente chiamato verme dell'occhio in quanto l'organismo ospite può presentare un esemplare a livello del tessuto oculare. Una precoce diagnosi è fondamentale per rimuovere questo parassita, pertanto analizzare il sangue dell'ospite è d'obbligo in quanto, grazie all'uso del microscopio, si può individuare la presenza di microfilarie. 

La microscopia tramite smartphone non è di certo una recente invenzione ma si è dimostrata futile, in quanto laboratori attrezzati avevano a disposizione tutto il materiale e gli strumenti necessari per il riconoscimento di un microrganismo, Ma nei paesi in via di sviluppo dove è molto difficile gestire un laboratorio, è risultato molto più facile sviluppare una tecnologia alternativa che permettesse una rapida diagnosi osservando direttamente il campione di sangue ed evitando i vari passaggi di preparazione dei vetrini. Questo permette rapide analisi del sangue e tempestive diagnosi in caso di patologie legate ai parassiti come il nematode prima descritto.

Il meccanismo è semplice: il campione di sangue viene raccolto in un contenitore che viene successivamente inserito in un dispositivo in plastica contenente una lente posizionata all'altezza della fotocamera del telefono. Una app registra un video del campione ematico e per mezzo di un algoritmo riconosce la presenza del Loa loa.
Questo è un fantastico traguardo sia per la bioingegneria che le marche produttrici di smartphone. Al giorno d'oggi è sempre più importante che la ricerca entri in contatto con la tecnologia per correre assieme una strada comune. 
I ricercatori si augurano che questo dispositivo guadagni i giusti consensi per potersi affermare anche nei grandi laboratori. Per ora, tuttavia, è giusto che il suo potenziale venga applicato direttamente nei luoghi dove il rischio di parassitismo da parte dei nematodi è molto più elevato.

Supporto per smartphone

Ma se siete interessati ad un microscopio rudimentale, avete uno smartphone e venti euro da investire, vi consiglio di provare a costruire il supporto qui a fianco per poter osservare i cristalli di sale, le ali delle libellule e, se siete fortunati, qualche cellula vegetale.
Per le istruzioni date una occhiata alle fonti qui in basso.







Il vostro Informatore

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